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Il Blog de LaFiorista.it - Consigli ed idee per i tuoi omaggi floreali

I fiori edibili: quali si possono utilizzare in cucina?

I fiori edibili: quali si possono utilizzare in cucina?

Fiori da mangiare? Ma si mangia?

Il dito punta minaccioso verso un fiorellino variopinto che spicca nel piatto.

Ebbene sì! Si può mangiare!

Niente paura! Si tratta di fiori edibili, profumati e saporiti, lontani dall'essere un semplice trucco accattivante per decorare un piatto.

Alcuni sono già parte della nostra dieta primaverile, è il caso di carciofi, fiori di zucca, cavolfiori e zafferano, dalle mille ricette e benefici.

Tralasciando gli esempi più comuni, i fiori commestibili non sono solo una moda del momento, ma una fonte potente di antiossidanti dalle proprietà organolettiche e nutraceutiche appurate da recenti studi. E più colorati sono, meglio è!

Secondo uno studio del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali dell'Università di Pisa è proprio il colore che ne determina la quantità di antiossidanti posseduta, infatti sembra che la colorazione varia in base al contenuto di flavonoidi e carotenoidi.

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Il Significato delle Alstroemerie: scopriamolo insieme

Il Significato delle Alstroemerie: scopriamolo insieme

L'Alstroemeria è una pianta perenne, appartenente alla famiglia delle Alstroemeriaceae, dalla forma di un arbusto di piccole dimensioni che raggiunge un’altezza dai venti centimetri fino a due metri.

È una pianta di origine sud americana, più precisamente peruviana e delle zone andine, diffusa in un secondo tempo anche in altre parte dell’America: dagli Stati Uniti fino al Cile, Messico ma anche in Nuova Zelanda, Australia, fino ad arrivare nelle isole Canarie e Madeira.

In natura in più di 50 varietà e le più diffuse sono:

  • l’alstroemeria aurantiaca: la più conosciuta, originaria del Cile con fiori dalla tonalità arancio con sfumatura rossa o gialla
  • l’alstroemeria pelegrina: sempre di origine cilena, ma presenta dei fiori di colore rosso con sfumature gialle o porpora
  • ibridi di alstroemeria: chiamati Lightu, caratterizzati da petali dalla tonalità accese con particolari striature che rendono la bellezza di questi fiori ancora più scenografica.

Il nome alstroemeria nasce da colui che per primo portò questo bellissimo fiore in Europa nel 1753, il barone Claus Von Alstroemer che donò al suo maestro botanico Linnè i primi semi di questo bellissimo fiore, chiamato anche Giglio Peruviano o Giglio degli Incas oppure ancora Giglio di Pappagallo, grazie alla particolare caratteristica dei suoi fiori somiglianti a dei piccolissimi gigli screziati e tigrati, di vari colori come giallo, rosso, rosa, panna, arancio fino al giallo oro, e dalle foglie verdi, rigide ed appuntite, con la parte inferiore rivolta in alto.

I fiori dell’alstroemeria si presentano con dei mazzetti nei fusti carnosi composti da sei petali, di cui tre di un unico colore e tre con puntini di colorazione scura; riescono a mantenere il proprio splendore fino a dieci-quindici giorni dalla fioritura.

Conosciamo adesso meglio il significato dell’alstroemeria.

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L'orchidea hai i fiori appassiti? Ecco cosa fare

L'orchidea hai i fiori appassiti? Ecco cosa fare

L'orchidea, nota anche con il termine Phalaenopsis, è tra tutti i fiori quello che occupa un posto d'onore tra i fiori più belli in natura, grazie alla sua semplicità dona eleganza e raffinatezza a qualsiasi ambiente.

Oltre ad essere un fiore di una bellezza incantevole, l’orchidea è molto delicata, e per questo richiede di essere curata per mantenerla rigogliosa il più a lungo possibile.

Ecco alcuni suggerimenti da seguire per curare l’orchidea quando i suoi fiori sono appassiti.

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Fiori per un invito a cena: quali regalare?

Fiori per un invito a cena: quali regalare?

Per conoscere quale fiore sia più appropriato per essere regalato durante un invito a cena è bene conoscere il galateo dei fiori, infatti, non tutti i fiori sono adatti per questa occasione.

Bisogna considerare che ogni fiore o pianta ha una propria storia, legata alla tradizione; ad esempio nonostante la loro bellezza, sia le rose rosse che i crisantemi non sono l'idea migliore per omaggiare un invito da amici o parenti per esprimere la propria gratitudine nei loro confronti.

Di seguito un quadro generale sulle varie tipologie di fiori, legate ognuno al proprio significato originale, per regalare il fiore, ola pianta, perfetto in occasione di un invito a cena.

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Pianta di Pakira Acquatica: Come curarla

Pianta di Pakira Acquatica: Come curarla

La Pakira acquatica è una pianta che appartiene alla famiglia delle Bombacaceae ed è una sempreverde. La Pakira acquatica genera frutti solamente se si trova nel suo ambiente naturale, cioè zone paludose. In Italia la pianta non produce frutti, ma è molto apprezzata per la sua bellezza.

Nel suo ambiente ideale, la Pakira acquatica arriva sino a 20 metri di altezza, mentre nel nostro clima raggiunge i 3 metri. Il fusto della Pakira acquatica è molto morbido, il che consente ai vivaisti di modellare la Pakira acquatica in maniera semplice, magari intrecciandola con tre fusti.

Le sue foglie sono verdi e possono raggiungere la lunghezza di 30 centimetri, mentre i suoi fiori sono più piccoli, circa 15 cm e sono profumatissimi, si schiudono solamente in estate, all’alba o durante la notte. I fiori di Pakira vivono solamente un giorno, sono di forma ondulata e i loro petali sono di colore bianco con sfumature rosate ed è raro che fioriscano in casa.

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